Non solo secondi o terzi……molte volte Primi. Un grazie a Baldini

Foto sito SSCN

L’Esercito di Lucio. Sono i fedeli sergenti del Generale Spalletti. Domenichini, Baldini, Calzona e Sinatti. A loro Luciano Spalletti ha voluto dedicare l’ultima scena di una stagione luminosa in una conferenza stampa che ha dato visibilità, lustro e merito alla Falange del tecnico azzurro.

Uno staff di professionisti di assoluto rilievo, ognuno con storie di calcio intense e profonde. Uscirà di scena, probabilmente, Daniele Baldini, forse l’uomo più legato a Spalletti. Una vita trascorsa all’Empoli dove incontra proprio Luciano, prima amico, poi compagno e soprattutto suo ultimo allenatore. Spalletti giovanissimo allenatore e Baldini calciatore sul viale del tramonto ma protagonista di una storica salvezza nel 1998. Qui nacque la simbiosi tecnica. Spalletti portò con sé Baldini nello staff della Roma quando diventò allenatore giallorosso. Da allora la loro unione è diventata inscindibile fino a giungere quest’anno al Napoli. Baldini è il Richelieu di Spallo, la sua ombra e l’altra metà della luna. Questo però potrebbe essere l’ultima esperienza insieme. Baldini per motivi familiari vuole riavvicinarsi alla Toscana e probabilmente prenderà un anno sabbatico.

Domenichini è il Clint Eastwood della squadra, il suo volto solcato da esperienza e da uno sguardo vissuto. E’ lui il vice allenatore in carica ed ha anche vissuto in prima persona la panchina quando Spalletti è stato squalificato quest’anno per due turni. La sua è una trafila legata indissolubilmente a Spallo come vice allenatore. Luciano lo scelse con lui prima all’Empoli nel 1997 e poi via via alla Sampdoria, al Venezia, all’Ancona, all’Udinese, alla Roma, all’Inter e persino allo Zenit San Pietroburgo dove vince lo scudetto. Domenichini è l’altra faccia della medaglia di Spalletti, quindici anni insieme in giro per il Mondo in una perfetta fusione di intenti.

Diversa è la storia di Ciccio Calzona, uomo di fiducia di Maurizio Sarri, che con lui sfiorò lo scudetto in azzurro nella storica e poco fortunata stagione dei 91 punti. Calzona incontra Sarri a Sorrento e poi lo segue a Empoli fino al Napoli. Poi la scissione quando Sarri va in Inghilterra. Calzona però ha lasciato una tale impronta in azzurro che il Club lo richiama e lo affianca a Spalletti per la prima volta. I risultati sono eccellenti, a dimostrazione che Calzona è uno stratega del pallone che brilla di luce propria.

Simile il percorso di Francesco Sinatti, giovanissimo preparatore atletico che iniziò a Napoli con Sarri e che ha proseguito da solo salendo sul treno di Spaleltti quest’anno. A loro si aggiungono Francesco Cacciapuoti (vice preparatore atletico), Alejando Lopez (allenatore dei portieri) e Simone Beccaccioli (match analist). Sono l’Esercito di Spallo. Quello che l’anno prossimo è pronto a vincere la battaglia per una medaglia che a Napoli manca da oltre 30 anni.

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