Il male del Napoli le Cassandre Nefaste

 

 

La felicità consiste nel desiderare ciò che si ha. L’adagio universale di Ennio Flaiano è applicabile alla nostra  attuale situazione calcistica e precisamente ad un ambiente che, ahinoi, non riesce a godere del benessere e della condizione priviliegiata che sta vivendo.

Il Napoli è in testa al Girone Champions, imbattuto dopo 2 gare, con 4 punti e vieppiù dopo aver superato i campioni d’Europa del Liverpool in una serata strepitosa. Basterebbe il minimo sindacale di saggezza e raziocinio per comprendere che siamo in un periodo di splendore.

Invece no. Le Cassandre nefaste a ferma permanente hanno trovato diritto di cittadinanza sulle nostre sponde. Lo 0-0 con il Genk e quello col Torino hanno assunto gravità superiore al “peccato originale” del Paradiso Terrestre. Come se colpire 3 pali, avere una rassegna di palle gol di ogni natura e dominare per tutta la partita, fosse un motivo di disdoro e di infamia.

Il Napoli è la squadra che sotto il profilo di gioco crea più sinanche di Juventus e Inter. E che sul palcoscenico della Champions ha messo sotto i Reds, Principi d’Europa. Se prevalesse un attimo di buonsenso, capiremmo che siamo in uno dei momenti più alti della nostra Storia.

Una Storia, signori miei, che non è così patinata e luccicante di come, in questo momento, vorremmo pretendere. Le nuove generazioni forse saranno abituate bene, grazie all’avvento di Aurelio De Laurentiis e del suo lustro di esponenziale escalation. Ma chi è figlio di tanti decenni fa, comprende benissimo l’attuale ricchezza calcistica, perché ha vissuto numerose e infinite stagioni di carestia e indigenza tattica al punto da elemosinare un briciolo di gloria e scendere per strada a far festa per una salvezza.

Nella filosofia orientale esiste il “Rashomon” ovvero il modo di vedere la verità da almeno 3 ottiche diverse, perché non esisterà mai una sola verità assoluta. Ma a Napoli, addirittura, il concetto è banalmente rovesciato.  Perché si è miopi, disfattisti, oltre ogni evidente ragionevolezza e autolesionisti da competizione.

Siamo appena ad Ottobre e si è aperto un processo che non sembra avere soluzione di continuità. Ancelotti, l’allenatore più titolato della nostra storia (e non solo della nostra) è stato derubricato a profeta farneticante e anacronistico. Di contro il Napoli è lanciato verso il passaggio del turno nel Girone Champions ed è a ridosso delle prime in campionato. Mancano 8 mesi alla fine della stagione, ma per molti l’anno è già finito.

C’è una sola cosa più potente del giudizio: il pregiudizio. E c’è una sola cosa più assordante della fede: la malafede. A Napoli, purtroppo, ne siamo intrisi. Sciagurato quel popolo che non ha memoria. E’ nel passato che c’è scritto il nostro futuro. Un futuro che questa squadra e questa Società stanno cercando di realizzare in maniera rivoluzionaria e straordinaria. Il Napoli è di chi lo ama e di chi sempre lo amerà. Con passione e soprattutto rispetto per la nostra realtà. Perchè la felicità consiste nel desiderare ciò che si ha…

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